LA TRENTO CHE VORREI

Autori vari

 

A cura di Alberto Winterle e Federico Zappini

 

Parole e pratiche per una città

 

Periodicamente una città ha la necessità di guardarsi, ascoltarsi e riflettere su se stessa. Questo insieme di narrazioni è un contributo polifonico, composto da un gruppo eterogeneo di autori, che propone ricordi, descrizioni e interpretazioni attraverso l’uso di diverse forme discorsive. Una molteplicità di testi e di parole che possono suscitare immagini e sollecitare reazioni. Ipotesi capaci di definire nuovi scenari, esplorando forme diverse di fare politica, per costruire la Trento di domani.

 

Scritti di: Beatrice Barzaghi – Alessandra Benacchio – Davide Buldrini – Susanna Caldonazzi, Giada Vicenzi e Andrea Casna – Simone Casalini – Luca Coser – Andrea de Bertolini – Federico Dematté – Valeria Ferraretto e Adriano Cataldo – Alessandro Franceschini – Michele Kettmajer – Emanuele Lapiana -Gabriele Lorenzoni – Dalia Macii – Riccardo Mazzeo – Stefano Moltrer – Ugo Morelli – Maurizio Napolitano – Marco Pontoni – Giacomo Sartori – Virginia Sommadossi – Gianluca Taraborelli – Alberto Winterle – Flaviano Zandonai – Federico Zappini

MADRE MARGHERA

di Antonella Barina

 

Poesie 1967 – 2017

 

50 poesie in 50 anni sul rapporto tra abitante e zona industriale, corredato dal saggio Margaria (1996)

 

È possibile comporre poesie con le parole meccaniche dell’industria. Con i nomi delle fabbriche della chimica. Con il linguaggio del direttore, del segretario, dell’addetto alle pubbliche relazioni. Con gli scarti e con i residui di una bellezza che si riscopre via via, anche qui, sul margine del porto di Venezia, a Marghera.

 

L’esperienza dell’autrice a contatto con la sua città si può definire erlebnis, con un termine tedesco che descrive la conoscenza generata dalla vita vissuta.

 

Marghera diviene fonte di erlebnis che attraversa i lustri e scavalca il Novecento per sgorgare limpida nella contemporaneità.
E così i versi densi di questa raccolta, che felicemente ritroviamo editata, portano alla luce tutto il sublime e tutto l’orrore di Marghera.

 

L’invito della poesia è a leggere i colori e le forme, a riscoprire un lessico ancestrale per comporre ancora e ancora forgiare esistenza. C’è tutta la natura possibile qui, ricercata come fosse fonte vitale.

PORTO MARGHERA

di Autori vari

 

A cura di C. Dorigo & E. Tiveron

 

Cento anni di storie (1917-2017)

 

Sono passati cento anni da quel 1917 in cui vennero fondate le prime strutture sul bordo della laguna antistante Venezia, ponendo le basi del polo chimico-industriale di Porto Marghera – idea partita da un articolo giornalistico del capitano marittimo Luciano Petit e sviluppata nell’arco di un ventennio da un gruppo di nobili e imprenditori capitanato da Piero Foscari e Giuseppe Volpi – e dell’attigua “città giardino”.

 

Da allora le storie di migliaia di persone si sono incrociate in situazioni non facili, come nelle tensioni politiche legate alla contestazione, ai grandi scioperi e alle lotte operaie, fino alla sanguinosa deriva terroristica di fine anni ’70; il dramma delle malattie mortali dovute alla mancanza di un’adeguata protezione degli operai e alla sottovalutazione della nocività di alcuni prodotti; la scoperta dei danni ambientali causati dagli sversamenti di sostanze inquinanti nei terreni paludosi e dalle fughe di gas tossici negli incidenti degli impianti.

 

Ma Porto Marghera non è solo un paesaggio di gru, banchine e ciminiere… vi aleggia una particolare vitalità che i sedici narratori ed un poeta, legati al territorio e riuniti in questo volume, – curato da Cristiano Dorigo e Elisabetta Tiveron – hanno scelto di far risaltare partendo da diverse prospettive, chi proponendo una visione più letteraria ed intimista e chi attingendo alla cronaca e alla storia sociale.

 

Scritti di: Beatrice Barzaghi e Maria Fiano – Nicoletta Benatelli – Gianfranco Bettin – Ferruccio Brugnaro – Annalisa Bruni – Alessandro Cinquegrani – Marco Crestani – Maurizio Dianese – Fulvio Ervas – Roberto Ferrucci – Paolo Ganz – Giovanni Montanaro – Massimiliano Nuzzolo – Tiziana Plebani – Gianluca Prestigiacomo – Sergio Tazzer

IL SOGNO DEI CARRARESI

di Federico Moro

 

Padova capitale (1350-1406)

 

Un saggio che riesamina le figure di Francesco il Vecchio e Francesco Novello da Carrara, la loro visione, l’avventura di un’intera città alla luce di una chiave interpretativa del tutto inedita. Per la prima volta, la Padova del Trecento è esaminata all’interno della geostrategia del tempo, pesando da un lato le ambizioni, dall’altro le forze disponibili. Il risultato è sorprendente, portando a rivalutare i due ultimi Signori carraresi e le loro scelte: audaci, senza dubbio, ma nient’affatto utopiche e comunque per molti aspetti inevitabili.

 

Intelligenti e valorosi sul piano personale, colti e astuti, d’indiscutibile coraggio anche di fronte alla morte, tragica con tratti addirittura epici per entrambi, Francesco il Vecchio e Francesco Novello sono qui sottratti al singolare oblio al quale sono stati condannati. Soprattutto è loro restituita la dimensione di grandi statisti, quali furono. Ebbero sfortuna ma, forse, proprio per questo sono ancora più meritevoli di ricordo e riflessione.

PASSEGGIATE A VENEZIA

di Ernesto Maria Sfriso

 

12 itinerari storico-artistici

 

“Passeggiate a Venezia” è una guida dettagliata e ricca di informazioni storico-artistiche in grado di soddisfare le necessità del viaggiatore più esigente, ma anche le spontanee curiosità di chi voglia semplicemente rilassarsi immergendosi nelle particolari atmosfere cangianti di luce e d’acqua di questa città unica al mondo.

 

I dodici itinerari lagunari proposti da Ernesto Maria Sfriso – scrittore con una lunga esperienza come guida turistica a Venezia – hanno l’obiettivo di accompagnare passo a passo il visitatore nella scoperta dei magnifici palazzi signorili, delle splendide chiese, dei numerosi musei civici o privati e dei monumenti storici che si susseguono lungo le calli e i campi di ogni sestiere, soffermandosi puntualmente sulla ricca messe di opere d’arte che la Repubblica di Venezia ha saputo produrre ed accogliere nel corso della sua storia millenaria di potenza politica e commerciale.

 

I percorsi approdano inoltre alle isole che circondano Venezia – Murano, Burano, Torcello, il Lido ma anche alle più piccole ospitanti conventi e centri culturali – per muoversi poi nell’entroterra attraversando Mestre e proseguendo nella visita delle residenze signorili lungo la direttrice per Treviso, delle bellissime ville venete che si specchiano nelle acque della Riviera del Brenta, e infine nelle calli ariose di Chioggia.

STORIA VENEZIANA DEL ‘300

UTOPIE

 

di Giuseppe Fort

 

Prefazione di Gianfranco Bettin

 

Nella notte del 15 giugno 1310 sotto una pioggia battente, come narrano le cronache dell’epoca, due colonne di congiurati guidate da Baiamonte Tiepolo e da Marco Querini si diressero verso il Palazzo del Governo e sul brolo di San Marco furono affrontate dalle milizie del doge Gradenigo.

 

I rivoltosi si ispiravano apparentemente alle vecchie libertà comunali contro la serrata del Maggior Consiglio, che aveva legalizzato l’esclusivo diritto delle trecento più ricche famiglie di Venezia di accedere alle massime cariche della Repubblica. Ma alla base della congiura si trovano da una parte il desiderio di un ritorno ad un passato ormai superato dalle nuove tecnologie, le nuove forme di organizzazione economica e la concentrazione dei capitali, e dall’altra il sogno utopico della realizzazione di una società organizzata secondo il Vangelo.

VENETO IN FAMIGLIA

di D. Marcuglia, L. Durighetto, P. Marcolin

 

35 percorsi a portata di bimbo

 

Mulini di Stalis – Oasi di Cervara – Sorgenti del Sile – Pista ciclabile del Sile – Laguna Veneziana – Zero Branco – Riviera del Brenta – Venezia (Ghetto) – Valle Averto – Vacamora – Taglio di Po – Porto Viro – Fratta Polesine – Cittadella – Piazzola sul Brenta – Due Carrare – Stanghella – Carceri – Grotte di Oliero – Covolo di Butistone – Monte Grappa – Montello – Susegana – Cordignano e Sarmede – Cansiglio – Valle del Mis – Longarone – Tre Cime di Lavaredo – Colli Euganei – Monti Berici – Soave – Molina – Cisano e Bardolino – Valeggio sul Mincio – Isola della Scala.

 

La guida “Veneto in famiglia” vuole venire incontro a tutti quei genitori che desiderano fare una gita istruttiva e divertente con i propri figli. Gli itinerari che si intendono proporre coprono tutto il Veneto, in modo particolare la zona centrale, più facilmente accessibile e vicina alle principali città.

 

Le 35 escursioni sono abbastanza variegate, in modo da poter decidere l’una o l’altra meta in base alla stagione, all’andamento climatico del giorno e ai mezzi di trasporto a disposizione.

 

Le gite occupano al massimo il tempo di una giornata; si è cercato di proporre itinerari accessibili a tutti, anche dal punto di vista strettamente monetario. Naturalmente nulla vieta di ampliare la permanenza, o di modificare mezzi o condizioni di viaggio.

 

Alla descrizione vera e propria si accompagnano alcune foto illustrative, una scheda tecnica con tutte le indicazioni da seguire e infine alcune schede tematiche di approfondimento. Queste ultime vengono incontro alla caratteristica primaria dei bambini, ossia la curiosità: quando visitano un luogo che non conoscono tempestano di domande i propri genitori, i quali potranno così portare con sé uno strumento per rispondere a tutti i quesiti.

 

Infine si vuole mettere in luce l’importanza della lingua e delle tradizioni popolari, alle quali verrà dedicato uno spazio apposito in ciascun capitolo, in modo che a ogni luogo corrisponda un pezzo di storia, una leggenda, una parola o una festa.

CALLI, CAMPIELLI E CANALI

di Paolo G. Nadali – Renzo Vianello

 

Guida di Venezia e delle sue isole. Edizione in italiano e in inglese

 

Più di una mappa o di uno stradario: una guida insuperabile per non perdersi a Venezia. Contiene un indice dettagliato delle denominazioni stradali in ordine alfabetico e un commento ai principali monumenti. Utile anche per chi deve arrivare a un numero civico dei sestrieri veneziani senza saper il nome esatto della calle. Un aiuto pratico per districarsi nella criptica numerazione dei portoni senza girare a lungo a vuoto.

 

La guida “Calli, Campielli e Canali” si rifà al carteggio del catasto napoleonico proponendo l’articolato tessuto urbano veneziano suddiviso in 86 tavole a colori in cui sono distinti meticolosamente con un colore diverso gli edifici storici, i fabbricati separati a seconda della funzione artigianale o commerciale, il verde pubblico dal privato. Inoltre vi sono oltre 400 schede riservate a monumenti e palazzi storici che descrivono lo sviluppo storico e le varie fasi di lavorazione artistica. Questa guida vuole essere un segno d’amore verso Venezia, un modo per ricollegarsi alle sue radici più vere e autentiche: i ponti, le calli, i campielli e i canali. L’intricato sentiero di pietra che porta al cuore di una città magica.

CHI XÉ MONA, STAGA A CASA!

di Espedita Grandesso

 

Detti, insulti e prese in giro

 

“Esser felise come ’na scoresa a la sagra dei fasioi. Aver ’na gola da vaca. Piuttosto che i sorzi la rosega, xé megio che i osei la becola. Porchezar a arco…

 

In fondo, i proverbi e i modi di dire, come le favole di una volta, dopo aver provocato una risata a chi è pieno di problemi fino ai capelli, lasciano un ammaestramento o un consiglio, che non pretendono d’essere lezioni di filosofia, ma che – spesso – ci invitano a chiederci se non ci prendiamo troppo sul serio e a trarne le debite conseguenze. Esistono proverbi gravi, intelligenti e perfino pii, ma, nella maggior parte, sono un po’ cialtroni atti, tuttavia, ad illustrare una situazione, un modo d’essere, uno stato d’animo con una battuta fulminante.”

SE NO XÉ PAN XÉ POLENTA

di Espedita Grandesso

 

Curiosità e golosità venete

 

“Era un caldo mezzogiorno d’estate e mi ero ripromessa di limitarmi ad una fondina di paste e fagioli quando, ad un tratto, fui travolta dal profumo intenso che usciva dalla cucina. Buttai l’occhio al contenuto della pentola fatata messa là in bella vista e gioii non poco nel vedere cospicui pezzetti di luganega riposare dentro a una bellissima spuma bianca di riso.


Dissi all’oste che, se mi avesse avvertito che stava per uscire dalla cucina quel ben di dio, non avrei consumato la pur ottima pasta e fagioli. Quel cortese signore, da galante gentiluomo d’altri tempi, per l’irrisoria somma (già allora) di 500 lire mi offrì un assaggio dello squisito risoto de luganega, che si rivelò essere, in pratica, una porzione e neanche tanto piccola.


Arrivai in ufficio con l’aria estasiata e volsi gli occhi pieni di compassione verso i colleghi appena rientrati dalla mensa, nella quale le meraviglie che mi ero appena pappata non erano pensabili neppure nel “libro dei sogni”. “Ma dove sparisci all’ora di pranzo?” mi chiese una collega.
Non potevo confessarle che avevo scoperto la caverna di Alì Babà in un bàcaro dove nessun impiegato a modo avrebbe osato mettere piede, figurarsi poi una signora! Ma soprattutto confesso che non volevo testimoni scomodi durante i miei pasti ipercalorici.”

 

Espedita Grandesso in “Se no xé pan xé polenta” delinea un percorso attraverso l’età moderna e contemporanea nel quale fa confluire i propri interessi sulla tradizione, la cucina e i modi di dire. Descrive un prezioso quaderno inedito del 1907 nel quale la pasticcera veneziana Caterina Patrizio ha riportato le ricette dei dolci tipici austriaci che era solita preparare per la famiglia a cui prestava servizio. Valuta l’importanza che hanno avuto presso le massaie i consigli pratici proposti nelle pubblicazioni di Amalia Moretti, in arte Petronilla, per sopperire alla carenza di cibo e di beni primari nel periodo più difficile della Seconda Guerra Mondiale.

 

Ricorda i prodotti tipici dei venditori ambulanti veneziani di un tempo, i bàcari con la loro varietà di piatti e di cicheti, ma anche i piatti penitenziali del periodo di Quaresima e le piante spontanee che i contadini coglievano per dare loro un po’ di sostanza. Tante piccole storie e curiosità raccontate, come sempre, con garbata e sottile ironia.